giovedì 26 febbraio 2015

Destiny Chronicles - Capitolo 1 - Un nuovo inizio

-Antica Russia, Febbraio 2714

Anche all’alba di quella mattina si faceva fatica a scorgere i raggi del sole, coperto da dense nubi grigiastre. Come tutti i giorni, il giovane umano Aron era già in cammino verso il confine dell’Ultima Città, in cerca di qualche oggetto prezioso o qualche arma abbandonata dopo qualche usuale conflitto notturno. Non era un ladro, ma dopo la morte del padre, unico fabbro della città, fu costretto a trovare qualche modo per sfamare sua madre e i sue due piccoli fratellini: così cercava di rivendere qualche aggeggio misterioso, pezzi di ricambio per navicelle, o per l’appunto armi trovate durante le sue escursioni mirate alle prime luci del giorno. Spesso, per i vicoli dove abitava, passava anche qualche guardiano che tornato da qualche missione, prima di risalire alla Torre, gli chiedeva dell’equipaggiamento a buon prezzo da utilizzare probabilmente per i suoi duri allenamenti.
La cosiddetta Torre, era un altissimo ed imponente quartier generale, che sorgeva al centro della città: il luogo di ritrovo dei Guardiani, da cui essi sorvegliavano tutto, decidevano le missioni da intraprendere e da dove infine partivano per i loro lunghi viaggi nello spazio. Aron non aveva mai conosciuto l’Oscurità, in nessuna delle sue forme, ma la sera rimaneva incantato ore ed ore ad ascoltare i racconti che i vecchi ubriaconi, spesso ex guardiani, tramandavano negli squallidissimi bar a qualche isolato da casa sua. Per lui, che aveva sempre vissuto nella semplicità, la vita da guardiano rappresentava qualcosa di divino, un ruolo gratificante che gli sarebbe piaciuto senz’altro ricoprire: voleva difendere la propria città, ma ciò che più bramava su tutto era riuscire finalmente ad uscire da quelle maledette mura tra cui era stato costretto a crescere. Ma alla soglia dei ventidue anni, nessuno di quegli spettri (aggeggini inviati dal Viaggiatore alla ricerca di componenti validi da reclutare) l’aveva tuttavia cercato e selezionato, e per lui quella del Guardiano diveniva ogni giorno di più una stupida fantasia da ragazzino.




Quel giorno fu di grande abbondanza per il giovane: trovò delle rare monete racchiuse in una saccoccia, un puntatore laser con cui rinforzare qualche arma da fuoco, ed un pugnale massiccio d’argento. Prima di percorrere la strada del ritorno, però, fu distratto da un luccichio in mezzo alle sterpaglie, appena qualche decina di metri al di là delle mura. Si chiese tra sé e sé se fosse il caso di uscire o meno allo scoperto: d’altronde l’aveva già fatto un paio di volte, anche se in orari molto più trafficati e sicuri. Infine si prese di coraggio e varcò la soglia dell’ultimo portone della città, che si richiuse automaticamente alle sue spalle; fece qualche passo prima di rimanere impietrito e spaventato: l’oggetto che aveva adocchiato sembrava muoversi leggermente, e cominciava inoltre ad avvertire dei leggeri rumori, come dei ronzii, attorno a lui. Ad un tratto, da quel punto tra le sterpaglie sbucò fuori un Reietto che, puntando un grosso fucile contro il petto di Aron, si avvicinava a lui con aria circospetta. Giunto a pochi passi dal ragazzo, gli fece segno di buttare a terra la sacca che teneva tra le mani. Lui esitò qualche secondo facendo un grande respiro; il Caduto gli puntò nervosamente il fucile alla tempia.
 
Autore: Albert Cyrus
Testo originale su: www.theincipit.com