martedì 8 maggio 2012

Raf - Rewind



Non avremo forze per tornare indietro
e ci resta solo l’amaro boccone,
il forte magone dentro la gola.

L’unica via è ammettere
che nemmeno l’amore è abbastanza per noi. Viviamo di fili e mosse,
seguendo i capitoli di un copione
guardandoci bene dal non saltare le battute.

Guidiamo troppo forte una storia vuota,
il guard rail stride è fa lo stesso rumore della
realtà. Noi davanti a tutto fino a ieri,
tutto il mondo tra noi in un attimo che non
scorre, resta fermo, paralizza i respiri, congela i
tramonti.

Dovremmo guardarci di più, spiccare il volo e lasciare radici,
catene e diari di un passato ammuffito.
Dovremmo cercare nuove stanze bianche da dipingere d’oro
e poi decidere di buttar giù le finestre e
respirare il vento,
lasciare che asciugi le ferite, che rigeneri il
cuore, che asciughi e appassisca gli umidi ricordi;
riscrivere il nastro, salvarne i nuovi profumi.

Dovremmo riprenderci quei vasi in creta ed
estirpare le spine,
far nascere miriadi di ortensie lilla
che poi siano il simbolo di nuova vita, di un inizio,
un rewind colorato che azzeri la mente e le promesse
e scolorisca e dissolva le nostre antiche attese disattese.

Regaliamoci un giardino ed un labirinto
e dentro perdiamoci nel tempo, invecchiamo
giocando.

Rincorriamoci ogni giorno sbattendo contro
pareti di rose gialle
e con i petali creiamo scudi d’amore con cui proteggeremo i sogni che verranno.
Non voglio sveglie alle pareti del nostro appartamento,
non voglio campane e richiami,
non vorrei svegliarmi nemmeno se fosse vero.

Dovremmo immaginarci felici, avremmo uno
spunto, un punto di partenza, un obiettivo, avremmo una casa.
Dovremmo dircele quelle parole strambe che pronunciavamo ridendo
sotto il sole d’estate, fra le onde di un mare
agitato mai quanto noi.

Non trasformiamoci in esseri tristi e
insoddisfatti; cambiamo pelle, cambiamo abitudini,
cambiamo nome e chiamiamoci brezza e scirocco, riva ed onda, luce e buio.
Non avremo forze per tornare indietroma ho mille fogli di nuovi disegni.

L’unica via è ammettere
che il giorno continua dopo il tramonto,
cambia d’abito e si veste di nuovi colori. Dovresti solo aspettarmi
torno in camera, spengo le luci, faccio buio,
chiudo a chiave e saremo nuovamente nuovi;
ancora vivi, nonostante tutto legati dal destino
che non smette di scrivere i capitoli del nostro
sogno.